
Contingente tariffario esaurito: come il deposito doganale ha permesso di gestirlo
Scopri come MWM ha gestito l’importazione di tonno in scatola con contingente tariffario esaurito, utilizzando il deposito doganale per accedere al dazio zero e preservare la marginalità dell’operazione.
Nel precedente articolo abbiamo parlato di deposito doganale e cash flow nelle importazioni, scoprendo come questo regime speciale permetta alle imprese di migliorare la gestione della liquidità, rinviando il pagamento di dazi e IVA al momento dell’effettiva immissione in libera pratica delle merci. Proseguiamo il nostro approfondimento sul deposito doganale come leva strategica per il commercio internazionale attraverso un nuovo caso pratico realmente gestito da MWM.
In questo articolo vedremo come il deposito doganale possa venire in aiuto all’importatore quando un contingente tariffario è esaurito, permettendogli di attendere condizioni di politica commerciale più favorevoli.
Si tratta di un articolo tecnico in cui ripercorriamo, passo dopo passo, tutte le operazioni svolte da MWM per la gestione del caso.
Contingenete tariffario esaurito: lo scenario
A luglio 2025 un importatore di prodotti ittici contatta MWM per la gestione di una partita di tonno in scatola, classificata con il codice doganale 1604142800. Il prodotto è soggetto a un dazio convenzionale del 24%, ma beneficia di un contingente tariffario TARIC a dazio zero, disponibile entro un determinato volume annuale a livello unionale.
Il problema emerge immediatamente: consultando la banca dati TARIC, il contingente risulta già esaurito per l’anno in corso. La nave è in arrivo e procedere con un’importazione definitiva significherebbe pagare il dazio pieno fuori contingente, compromettendo la marginalità dell’intera operazione.
La soluzione proposta da MWM
La soluzione individuata consiste nell’introdurre il tonno in deposito doganale.
In questo modo la merce può sostare regolarmente all’interno del deposito fino al 1° gennaio 2026, data in cui i contingenti TAXUD, gestiti secondo il criterio first come, first served, vengono riaperti.
Alle ore 00:00 del 1° gennaio sarà quindi possibile presentare, in rappresentanza diretta e per conto dell’importatore, la dichiarazione H1 per l’immissione in libera pratica, sfruttando la quota disponibile a dazio zero.
Il regime speciale viene così utilizzato in modo del tutto lecito per "congelare" la posizione doganale della merce, in attesa di condizioni di politica commerciale più favorevoli.
La gestione operativa
Il cliente anticipa a MWM tutta la documentazione commerciale relativa alla spedizione.
La fattura, emessa da un’azienda vietnamita, riporta:
- 2.050 cartoni all’interno di un container 20′ dry;
- 48 scatolette per cartone;
- codice doganale HS 160414;
- valore di 34 USD per cartone, pari a un totale di 69.700 USD.
L’origine Vietnam è certificata dal documento EUR1, mentre la Bill of Lading riporta correttamente Shipper, Consignee, Notify, dati merceologici, peso complessivo di 20.971,5 kg e volume pari a 28,94 CBM, con destinazione porto di Livorno.
Il 17 luglio la nave giunge a Livorno.
Una volta scaricato il container, lo spedizioniere incaricato dal cliente emette il documento di transito T1, indicando MWM come destinatario e l’Ufficio ADM di Forlì-Cesena (IT225001) come ufficio di destinazione.
Sul documento sono riportati correttamente:
- riferimenti del container;
- numero dei pallet;
- codice delle merci;
- peso lordo;
- peso netto.
Il trasportatore consegna il container presso il deposito MWM il 25 luglio.
L’introduzione nel deposito doganale
Ricevuta la merce, MWM prende in carico il documento T1 in qualità di destinatario registrato. Questa operazione consente di chiudere il transito e svincolare la garanzia prestata sul documento. Solo dopo l’autorizzazione allo scarico vengono movimentate le merci.
Parallelamente, viene trasmessa telematicamente la dichiarazione H2, che genera un nuovo MRN e costituisce l’introduzione ufficiale della merce nel deposito doganale. Anche in questa fase vengono riportati correttamente:
- origine della merce;
- quantità;
- valore;
- numero AEO di MWM (codice Y025);
- numero della fattura (codice N380);
- autorizzazione del deposito doganale MWM (codice C518);
- numero delle packing list (codice N954).
I tributi restano sospesi
Con l’introduzione nel deposito doganale i tributi dovuti risultano pari a zero, mentre vengono garantiti esclusivamente i tributi potenziali.
Per questa operazione MWM utilizza il proprio plafond di garanzia, che viene impegnato per oltre 22.000 euro, corrispondenti all’importo potenziale di dazio e IVA.
Una cifra che rappresenta circa un terzo del valore statistico dell’intera partita.
Il vantaggio per il cliente
Senza il deposito doganale il cliente avrebbe dovuto sostenere immediatamente un dazio del 24%, con un impatto economico rilevante sulla redditività dell’operazione.
Grazie al deposito doganale, invece, è stato possibile attendere la riapertura del contingente tariffario e procedere all'importazione in un momento più favorevole. Il risultato è una gestione perfettamente conforme alla normativa, capace di trasformare un vincolo doganale in un'opportunità strategica.
Quando la gestione doganale viene pianificata con competenze specifiche, il deposito doganale non è semplicemente un luogo di stoccaggio, ma diventa uno strumento capace di incidere concretamente sulla competitività dell’impresa.



